Penne: città del mattone e di antichi palazzi

19 Jun

Penne: città del mattone e di antichi palazzi

Nel primo entroterra pescarese, a metà strada fra il Mare Adriatico e il Gran Sasso, sorge Penne. Nel corso dei milleni è sempre stata protagonista e  le sue origini affondano nella notte dei tempi, come testimonia un villaggio dell’età de bronzo rivenuto nella parte più antica della città. Penne fu la capitale del popolo italico dei vestini per diventare poi, in età romana, una città dalle imponenti mura di difesa e un importante centro culturale, politico e commerciale in epoca medievale. Il centro storico si articola su quattro colli (Colle Sacro, Colle Romano, Colle Castello e Colle Cappuccio) ed è fatto di strade strette, vicoli e case contraddistinte dall’uso del mattone a vista che le hanno fatto guadagnare l’appellativo di Città del Mattone.

porta san francesco, antica porta d'ingresso alla città di Penne, e la torre urbica

Arrivati a Penne, l’ampio uso di questo materiale da costruzione appare evidente sin da subito: basta guardare la porta d’ingresso principale alla parte antica della città, Porta San Francesco. Sempre costruiti in mattoni, ai lati del portale spiccano la Torre Urbica del XV secolo e la chiesa di San Nicola; la chiesa si presenta come un cilindro realizzato con i mattoni tipici e anche l’interno ha un impianto di forma circolare, cosa non molto comune in Abruzzo. Varcata Porta San Francesco, vi immergerete nei vicoli lastricati di mattoni, rimarrete affascinati dagli eleganti palazzi nobiliari e signorili, testimoni della prosperità e dell’importanza di Penne, costruiti fra il XVI e il XIX secolo spesso su edifici preesistenti. Noterete subito Palazzo Teseo Castiglione, risultato della ristrutturazione settecentesca di un edificio medievale cui fu aggiunta una facciata barocca movimentata da logge balconate e l’orologio in maiolica del 1770.

Palazzo del Giustiziere a Penne

Passeggiando su corso Emilio Alessandrini, incontrerete Palazzo Prospero Rosa Carassai: di origine rinascimentale, conserva di quell’epoca il portale e una finestra in pietra (che oggi si possono ammirare nel cortile interno), lo stemma del casato e quello della duchessa Margherita d’Austria, che un tempo adornavano l’accesso. Superati i Portici Salconio, vi imbatterete nell’imponente Palazzo Trasmundi: varcate il portale di accesso in pietra e vi ritroverete nel cortile interno con loggia e da qui una splendida scalinata vi condurrà al primo piano del palazzo dove nel 1942 nacque il giudice Emilio Alessandrini, assassinato a Milano all’età di 38 anni. Usciti dall’edificio, affacciatevi a sinistra, su vico Catena. Scorgerete un portale in pietra del XVI secolo: è l’ingresso del Palazzo Caracciolo-De Simone, una delle residenze più importanti e belle di Penne. I De Simone, originari di Montebello di Bertona, arrivarono in città alla fine del ‘500 e nei secoli seguenti il loro prestigio andò aumentando; con il prestigio andò crescendo anche il palazzo, annettendo alla costruzione originaria gli edifici adiacenti fino alla ristrutturazione del 1780 che, su disegno dell’architetto Francesco De Sio, gli regalò la splendida facciata in stile liberty che potete ammirare ancora oggi. Alle sue spalle si estende per circa due ettari un parco di piante rare e alberi monumentali adornato con fontane, giochi d’acqua, serre e viali.

Palazzo Gaudiosi

Proseguendo lungo corso Alessandrini arriverete in piazza Luca da Penne, punto d’unione tra la parte dove sorse il primo abitato della città, Colle Castello, e quella medievale. Sul salotto cittadino si affacciano il neoclassico Palazzo Gaudiosi e Palazzo Leopardi. Quest’ultimo, costruito nel tardo Medioevo e ampiamente rimaneggiato nel seicento, venne notevolmente ampliato fra il XIX e il XX secolo; negli appartamenti signorili finemente affrescati è conservata una parte della collezione privata dell'archeologo Gianni Leopardi. Continuando a salire su corso dei Vestini, all’incrocio con corso Martiri Pennesi vi aspetta l’imponente Palazzo De Sterlich Aliprandi, dall’impianto cinquecentesco rimaneggiato nel ‘700: edificato all’angolo fra due strade, una facciata presenta finestre profilate da cornici in stile classico, un portale barocco e un balcone dall’artistica ringhiera in ferro battuto, mentre sull’altra si apre il portale bugnato dal quale si accede alla cappella di Sant’Antonio da Padova; la famiglia Aliprandi giunse a Penne al seguito di Margherita d’Austria, della quale Giovanni de Sterlich fu tesoriere. Dopo qualche passo, sulla destra, incontrerete il Palazzo del Giustiziere, un edificio importante per la storia dell’Abruzzo intero: nel 1400 fu sede e residenza del Giustiziere dell’Abruzzo Ultra, cioè la più alta carica pubblica dopo quella del sovrano, il funzionario deputato all'amministrazione della giustizia in quella circoscrizione territoriale. Salendo ancora, scoprirete i rinascimentali Palazzo De Dura e Palazzo Scorpione. Quest’ultimo fu di proprietà di Margherita d’Austria, figlia dell’imperatore Carlo V, da dove la duchessa di Penne amministrò il suo feudo nella metà del ‘500; la Madama donò poi il palazzo alla famiglia Scorpione e nel 1837 qui si nascose il rivoluzionario in fuga Clemente De Caesaris.

cortile del palazzo de dura a Penne

Percorrendo il cammino a ritroso in discesa fino a via Roma, vi imbatterete nel Palazzo del Capitano Regio: costruito nel 1338 su una chiesa preesistente della quale furono riutilizzati materiali e alcuni elementi decorativi, come i due leoni in pietra posti ai lati della finestra principale; il palazzo assunse l’aspetto attuale soltanto nel 1697, quando fu adibito a sede del Capitano Regio, un incarico civile che diminuì il potere temporale del vescovo-podestà. Se trovate il portone aperto, affacciatevi a dare un’occhiata al bellissimo cortile con il suo loggiato in mattoni della prima metà del XV secoli. Nell’800 fu dimora della famiglia De Caesaris, patrioti del Risorgimento, e nelle sue sale si tennero riunioni carbonare. Poco distante si trova Palazzo Sigismondo De Sanctis, dimora dei baroni De Sanctis; vale la pena ricordare Sigismondo, uno dei capi della rivoluzione che scoppiò a Penne nel 1837 e probabilmente fu proprio in questo stesso palazzo che si decise di far scoppiare il Moto mazziniano del 23 luglio.

Palazzo Tirone-Pansa a Penne

Continuando a passeggiare fra questi vicoli arriverete in via Muzio Pansa, proprio sotto la sommità del Colle Sacro. Qui si affacciano imponenti dimore nobiliari: il cinquecentesco Palazzo Ferdinando Castiglione dagli interni finemente affrescati; Palazzo Tirone-Pansa, tipica costruzione pennese in mattoni a vista del XVIII secolo dalla facciata barocca; il Palazzo dei Vestini con i suoi ampi loggiati, edificio medievale restaurato durante il Rinascimento; Palazzo del Bono, uno degli esempi più belli di architettura barocca in Abruzzo.

Palazzo Del Bono a Penne

Ancora una breve salita e arriverete sul Colle Sacro, o Colle del Duomo, dove sorgono la cattedrale di San Massimo e il Palazzo Vescovile, che per secoli ha ospitato i vescovi delle diocesi di Penne. Nelle sue stanze oggi si trova il Museo Archeologico G.B. Leopardi, dove sono conservati reperti rivenuti in città e in tutta l’area vestina. In una delle sale del Museo si può inoltre ammirare un dipinto raffigurante gli stemmi di tutti i vescovi della Diocesi di Penne, dal primo dedicato a San Patras che fondò la Chiesa di Penne nel I secolo d.C. fino a quello del vescovo D’Alfonso che fece realizzare l’affresco nel 1801.

Palazzo vescovile a Penne

Venite con noi a fare un giro fra i suoi vicoli e i suoi antichi palazzi con la nostra escursione del 4 novembre 2018!

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